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caravaggio 5caravaggio 3caravaggio 4caravaggio 5Caravaggio 126 dicembre invito26 dicembre

Una lampada, una sola, illumina il soggetto da destra a sinistra, dall’alto verso il basso. Si dice che Caravaggio facesse i buchi nel soffitto per ottenere quel ‘taglio’ che nessun sagomatore saprà mai imitare. La scena, tridimensionale, è facilmente riquadrata in una immaginaria cornice. Ai bordi, pronti per essere utilizzati, oggetti semplici, stoffe, e i corpi degli attori.
La tecnica utilizzata è piuttosto semplice: quella dei quadri viventi o tableaux vivants ; un genere molto in uso nei salotti settecenteschi, recuperato poi brevemente all’inizio del novecento anche nei teatri di varietà. Gli attori riproducono un quadro utilizzando stoffe e oggetti, rimangono fermi in posa per un certo tempo, quanto necessario perché chi osserva possa riconoscerlo e goderne, poi smontano e con la stessa tecnica ne compongono un altro, poi un altro fino a formarne 17, ma potrebbero essere 19 o 23. Dopo l’ultimo quadro si riprende dal primo, con una struttura circolare. Gli attori sono insieme protagonisti e servi di scena: montano, smontano e si fingono maddalene, cristi, santi e angeli.
Gli attori si mettono in scena così come vi pongono il canestro, o drappeggiano il velluto. Non c’è altro spazio né tempo che quello necessario a comporre la riproduzione vivente del dipinto. Non c’è interpretazione, suggestione o commento; c’è musica: Mozart, Bach, Vivaldi, SibeliuS.

Introduce la perfomance Mariano Marmo autore del saggio dal titolo: Caravaggio. Ho scritto il mio nome nel sangue
Editore: Iuppiter Edizioni

L’importanza del libro
Sullo sfondo cupo dell’Italia violenta e tormentata dal peccato – esacerbato quanto praticato dalla corrotta Roma papale del Seicento – l’autore segue le tracce di un genio enigmatico della pittura di tutti i tempi: Michelangelo Merisi detto “Caravaggio”. Da Roma a Napoli, poi a Malta e in Sicilia, tra taverne, liti, chiese, prostitute, prelati, cavalieri dell’Ordine di Malta, la vita di Caravaggio appare come un turbinio di eventi, in cui creazione artistica, morte, senso di colpa e voglia di riposo si sovrappongono, avvolgendo la storia dell’uomo in un’inestricabile ombra, la stessa che lo ha reso immortale nelle sue tele. Quali demoni hanno funestato le ultime notti dell’artista? Come e dove è morto? Che fine hanno fatto alcuni capolavori? Queste sono solo alcune delle domande che alimentano l’enigma Caravaggio.

Autore
Mariano Marmo, nato a Napoli nel 1959, svolge la professione medica presso il Centro di Terapia iperbarica dell’ospedale A. Cardarelli di Napoli. Giornalista pubblicista, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e storico-divulgative. È membro della Società Italiana di Storia della Medicina e della Historical Diving Society.

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