napoli3napoli2Manifestazione di un’identità collettiva ed elemento oleografico che identifica Napoli nel mondo, i panni stesi si configurano come le vere bandiere
di Partenope. Sarà un’immagine stereotipata, e allo stesso tempo sottovalutata, ma molti non sanno che in realtà dietro al semplice gesto di fare il bucato
si cela una tradizione che permane da secoli.
Ce lo raccontano le canzoni, i film e le illustrazioni di una città che vede nelle donne le sue più affezionate designer.
Perchè i panni stesi non sono festoni qualunque, ma composizioni d’autore, anzi d’autrice, che slanciandosi da un balcone all’altro disegnano delle macchie colorate nel cielo
proprio come in un dipinto impressionista. Insomma, a Napoli stendere il bucato è una vera e propria arte.
La storia vuole che si faccia risalire la prima tecnica di stenditura al periodo medioevale, e tutt’oggi la modalità di disposizione di panni segue la stessa logica
ben precisa: prima si fa largo alle lenzuola poi man mano si passa ai pezzi più piccoli che devono occupare meno spazio possibile sullo stendino. Queste regole in ogni caso, non sono
da considerarsi universali, racconta una maestra della tecnica, poichè a napoli ognuno “addobba” il proprio spazio a seconda e delle esigenze e delle abitudini. C’è infatti chi dispone i panni dal più grande al più piccolo verso il balcone antistante per impedire che le lenzuola possano rovesciarsi o che vengano danneggiate dalla dirimpettaia, e chi invece preferisce attenersi
alla rigida metodologia che vede i pezzi grossi al centro e la biancheria ai poli estremi.
Bisogna però ricordarsi che in passato non vi erano tutte le comodità di oggigiorno:le madri delle nostre madri non avevano a disposizione mollette e bozzelli, bensì nastri e canne di bambù.
I metodi moderni,però, per quanto rapidi, risultano convenienti solo all’apparenza poichè le vere massaie di napoli sostengono che i fili degli stendibiancheria vadano sostituiti religiosamente ogni 2-3 mesi se esposti all’inquinamento e al caos della città. Per questa ragione, nonostante l’irruzione della tecnica nelle abitazioni napoletane, esiste anora qualche fanatica del bucato che, tra un “vicariello” e un altro, preferisce affidarsi ai vecchi ed infallibili metodi di stenditura che vedono l’utilizzo delle canne per i panni delicati.Un’ossessione che si consuma alla luce del giorno quella delle casalinghe partenopee, e che per quanto innocua può risultare addirittura maniacale agli occhi di chi non sa che l’autentica bellezza della nostra città sta soprattutto nei piccoli grandi gesti quotidiani…
I vicoli stretti e le strade in salita sono la scenografa perfetta in mezzo alla quale le mani delle massaie danzano armoniosamente sulle corde sospese da un balcone all’altro, proprio come i musicisti fanno con i loro strumenti.

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